Immagini di religiosità popolare a Montemagno

Le Marginette, le Edicole dei Santi, le Croci.
La presenza sul territorio Calcesano di numerosissime immagini religiose, sia pubbliche (realizzate sul suolo del Comune), che private, (sulle facciate delle case e sui muri di confine della proprietà) è stata documentata negli anni passati da Giovanni Benvenuti (1A).

In Montemagno non è difficile, girando per le strade o i sentieri del paese, trovare le “marginette”, agli incroci, nei luoghi dove passavano o terminavano le processioni, dove avevano sostato le Missioni, sui sagrati delle Chiese, dei Cimiteri, etc.
Molte di queste sono originali, non molto vecchie, altre hanno sostituito alcune preesistenti e sono opera di artigiani moderni e viventi o, in alcuni casi, sono una semplice riproduzione su carta di una immagine sacra. Alcune non esistono più, altre sono molto degradate, per la usura del tempo, la povertà dei materiali e per la “dimenticanza e trascuratezza” dei fedeli di oggi che non sono più legati ad una religiosità di questo tipo (anche se in alcuni casi si continua a mantenere una luce accesa o un mazzo di fiori nei piccoli tabernacoli). Talvolta c’è una data che ricorda il momento della edificazione.

Le immagini che sono state prese in considerazione sono quelle che da Via del Chiasso, all’incrocio con Via di Pianello, in località S. Rocco, si trovano nel centro abitato e nei poderi intorno al paese. Sono state descritte immagini e nicchie in modo molto schematico, senza fare una analisi storico artistica. Di ciascuna si danno le misure, il materiale usato, la indicazione cronologica, se è possibile, e il luogo dove si trova.
Si accenna, là dove è ancora presente, al ricordo del culto o alle capacità taumaturgiche delle immagini.
Non escludiamo che altre siano presenti nel territorio preso in esame.

La bibliografia su questo argomento è molto ampia, si tratta di raccolte di addetti ai lavori, di appassionati o di scuole. Purtroppo, spesso, le immagini non sono buone e le figure risultano deteriorate. La possibilità di usare la macchina fotografica digitale, di trasferire direttamente le foto sul computer e di riunire tutto in un CD ci ha dato una chance in più rispetto ai testi cartacei degli anni passati anche se, in alcuni casi, le nostre immagini lasciano a desiderare per scarsezza di luce, interposizione di vetri, e per la collocazione difficilmente raggiungibile.

I testi tenuti presenti sono elencati nella Bibliografia (1B, 1C, 1D, 1E).

La realizzazioni di tabernacoli e rappresentazioni di culto ai trivi, quadrivi e lungo strade è ben documentata nel mondo greco romano e italiota, dalle Erme, alle rappresentazioni falliche, dai tempietti a Vesta, ai Penati, agli dei protettori dei campi (cfr. la lustratio pagi : la cerimonia di purificazione che veniva fatta all'inizio della primavera per propiziare un buon raccolto), come testimonianza di devozione, di un evento miracoloso, di un monstrum , o come limitazione del territorio di un gruppo. Con l’avvento del Cristianesimo molte di queste rappresentazioni restano, soprattutto nei pagi . Al dio protettore delle messi o delle strade (Hermes ai crocicchi, Giano bifronte) si sostituisce il santo a ciò deputato e talvolta le sovrapposizioni tra il substrato pagano e il mondo cristiano sono evidenti anche nella iconografia (cfr. Hermes e Dioniso Bambino = S. Antonio e Gesù Bambino) o nel culto (la Madonna del latte e Giunone Lucina, protettrice delle partorienti e dei neonati) o nelle festività ricorrenti in certi periodi dell’anno (il maggio pagano e il maggio cristiano)
Le Chiesette romaniche del XII- XIII secolo possono essere considerate le dirette discendenti dei sacella compitalia , i tempietti dei crocicchi dedicati ai Lari.
Dopo la Controriforma le gerarchie ecclesiastiche si propongono di usare le immagini di religiosità popolare che esaltano il culto dei vari santi, come policentrismo religioso in funzione antiprotestante. Dal Cinquecento in poi c'è una fioritura degli Oratorii, piccole chiese costruite nelle campagne dalle “Confraternite” (2).
. Si tratta di piccoli edifici a una navata, che sorgono spesso nel luogo dove sorgeva precedentemente un tabernacolo con una immagine ritenuta miracolosa, collocata poi all'interno della chiesetta. In altri casi vengono costruiti in un luogo “sacro” dove si è verificato un prodigio. (1B).
Si sviluppano dei precisi cliché iconografici e ogni santo è rappresentato con caratteristiche e attribuzioni particolari, facilmente riconoscibili dai credenti, ognuno deputato ad una particolare funzione. Molte immagini sono legate al culto Mariano (Madonna Addolorata, Madonna del Rosario, Madonna del Soccorso) e al culto di santi particolari come S. Rocco e S. Sebastiano che allontanano la peste.
Si moltiplicano le piccole immagini di culto sia nelle città che nelle campagne. Si va dai tabernacoli o edicole con all’interno sculture, affreschi, ceramiche smaltate sul suolo pubblico o agli incroci o sui muri di confine, a immagini inserite in nicchie ricavate nella parete delle case. Un ruolo importante nella diffusione di immagini sacre lungo le strade di comunicazione e nei villaggi lo hanno le predicazioni e le Missioni (nel nostro territorio ha anche importanza la presenza dei Frati Certosini) o, se ci sono, gli anniversari di illustri personaggi locali. Talvolta le “Marginette” sono costruite a testimonianza di una grazia ricevuta o ricordano lo scampato pericolo, dalla guerra, dalla peste, da un naufragio.

Il nome "Immaginette, Madonnine, Maestaine, Marginette" riflette in sé, da una parte il fatto che il maggior numero delle immagini è collegato al culto della Madonna, dall’altro uno slittamento di significato, in quanto le Madonne sono anche il segno di un margine di proprietà.

Le rappresentazioni di devozione continuano, fino ai giorni nostri. Nelle nostre stalle o sopra gli abbeveratoi per gli animali, era presente l’immagine di S. Antonio Abate protettore degli animali (la cui festività è il 17 gennaio).
Nelle campagne si facevano, fino a poco tempo fa, le “rogazioni” (cfr. la lustratio ) per implorare un buon raccolto e ci si fermava in processione di fronte alle immagini sacre sparse per i campi. Anche a Montemagno veniva fatta la benedizione dei campi e degli oliveti.

Le immagini documentate in questo lavoro sono 16 immagini di Maria, nelle sue varie accezioni: la Madonna quasi sempre ha con sè il Bambino, o alla sua destra o alla sinistra, talvolta il Bambino è benedicente. Le altre immagini sono quelle di S. Antonio da Padova, presente anche all’interno della Chiesa parrocchiale, le Croci, il Cristo molto deteriorato in paese. Si è anche preso in considerazione il chiesino di San Rocco, oggi dedicato ai Caduti in guerra.
Per un lavoro più accurato sarebbe interessante fare confronti con le altre immagini del territorio e dei dintorni, verificare meglio le scuole o botteghe, studiare le tipologie e il materiale usato, indagare sui committenti e chiarire la funzione e il periodo di realizzazione.


Bibliografia

1A- “Tabernacoli e immagini devozionali nella parrocchia di Nicosia a Calci” di Giovanni Benvenuti. Calci 1997
B- “Religiosità popolare e architettura nel Chianti”, a cura del centro studi sulla cultura contadina del Chianti – biblioteca comunale di Radda. Salimbeni Libreria Editrice Firenze, 1979
C- “Alla scoperta delle Marginette” di Mariano Manfredini, a cura dell’assessorato alla cultura del Comune di Capannori. Maria Pacini-Fazzi editore in Lucca, 1988
D- “Immagini devozionali, le Marginette di Camaiore” a cura del Lyons club Versilia, coordinamento di Stefania Campetti. Lucca 1998
E- “Immagini della pietà religiosa nel Comune di Viareggio”, realizzato da alcune classi del Liceo Scientifico di Viareggio, coordinamento Prof. Anichini, a cura del Soroptimist Club Viareggio Versilia e dalla Provincia di Lucca. Arti Grafiche Mario Pezzini e Graziella Vg, 1993

2 Le Confraternite sono associazioni religiose che si propongono fini di preghiera comune, penitenza e istruzione religiosa, (molte delle quali legate al culto Mariano o a quello del SS. Sacramento) che raccolgono i confratelli per popoli, categorie e mestieri (cfr. associazioni di arti e mestieri presenti sia nel mondo tardolatino che medievale). La storia di queste Compagnie merita un capitolo a parte. Cf. la pagina su Artigiani, botteghe, vita sociale.
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