Attività artigianali, commerciali e sociali dagli anni 1930-40 fino ad oggi

Fino ai primi decenni del 1900 le relazioni e i rapporti che i Montemagnesi avevano con le popolazioni dei paesi vicini erano molto limitati, per cui quella di Montemagno appariva come una comunità chiusa in se stessa, quasi a voler difendere le proprie caratteristiche e le proprie tradizioni.

In effetti la ragione di questo isolamento va ricercata nella collocazione geografica e nel fatto che larghissima parte degli abitanti (piccoli possidenti, contadini e braccianti) traeva sostentamento dalla coltivazione dell’olivo, che non richiedeva necessariamente spostamenti o scambi con i paesi vicini.

Questa chiusura verso l’esterno ha fatto sì che nel paese, anche se piccolo, oltre ai numerosi frantoi per la molitura delle olive, fossero disponibili tutte quelle attività necessarie per la vita di una comunità, come negozi di alimentari, mercerie, bar (soprattutto come mescite di vini o liquori), artigiani del legno e del ferro, calzolai, sarti, barbieri, fornai.

Una caratteristica del paese è stata anche la presenza di associazioni volontarie con finalità laiche o religiose, aventi lo scopo di aiutare gli abitanti in caso di necessità, o di coadiuvare il parroco nelle sue mansioni. Per le prime ricordiamo la “Società operaia di mutuo soccorso” [O, J] sorta agli inizi del 1900 con lo scopo di soccorrere i paesani nel caso di incidenti sul lavoro; per le seconde la “Compagnia del SS Sacramento” formata da uomini, e la “Compagnia della Madonna Addolorata” formata da donne e tutt’oggi esistente. La prima aveva lo scopo di assistere il parroco in occasione delle “processioni” e soprattutto di occuparsi del trasporto al cimitero dei paesani defunti. La seconda aveva (ed ha) scopi di aiuto alle famiglie in difficoltà, di assistenza alle donne gravemente ammalate, e di suffragio per le donne defunte indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia di appartenenza.



Dopo la prima guerra mondiale (nella quale Montemagno ebbe una ventina di caduti) e più in particolare nel decennio che precedette la seconda guerra mondiale (1930-40), il paese ebbe un notevole impulso di modernizzazione con la realizzazione di fontane pubbliche in varie zone del paese, con la costruzione della “Croce Rossa” [Y] a S. Rocco come sede degli ambulatori medici, con la creazione di un asilo infantile [G] (affidato per la gestione alle Suore Giuseppine), con l’allacciamento di un telefono pubblico e soprattutto con il collegamento pubblico su ruote con Pisa gestito dalla SITA. Fino ad allora per recarsi a Pisa da Montemagno occorreva scendere a Rezzano o a Calci dove erano disponibili delle carrozze a cavallo.

Le fontane pubbliche, la Croce Rossa e l’asilo furono donati ai Montemagnesi da un loro compaesano (Rutilio Meucci) che, emigrato in America alla fine del 1800, aveva realizzato una cospicua fortuna.


Fra le due guerre mondiali, in particolare intorno agli anni 1930, le attività commerciali e artigianali presenti nel paese erano le seguenti:
una macelleria [F];
quattro negozi di generi alimentari [K,U,T,C];
due negozi di mercerie [M,S];
una latteria [M];
un negozio di frutta e verdura [N];
due barbieri [D,M];
un falegname [Q];
due fabbri ferrai [P,W].
Nel paese erano anche presenti sarti e calzolai [A,R] che lavoravano nelle proprie abitazioni, e diversi muratori.
Dei quattro negozi di alimentari uno [K] era la “Cooperativa di consumo” (qui copia di un' azione della Cooperativa ) gestita da un dispensiere al quale sarebbe dovuto spettare come compenso una percentuale dell’utile realizzato. Gli altri tre negozi di alimentari esercitavano anche la funzione di bar, in quanto disponevano ciascuno di un locale nel quale la sera e nei giorni festivi gli uomini del paese potevano incontrarsi per conversare, giocare a carte o per bere caffè, vino o altri alcolici. In particolare il negozio [U] disponeva anche di un forno per la produzione del pane, e nelle domeniche estive preparava un gelato che poi veniva venduto nelle strade del paese con un carro trainato da un cavallo.

Il negozio di alimentari [T] (conosciuto col nome locale di "Appalto") esercitava anche la vendita di generi di Monopolio (sali e tabacchi) e su richiesta o prenotazione fungeva da trattoria.
Il pane venduto dai negozi [K] e [T] veniva prodotto fuori di Montemagno, mentre il negozio [C] utilizzava per la vendita il pane prodotto in un forno locale.

Dal punto di vista delle attività ricreative e culturali ricordiamo un “circolo ricreativo” [F] gestito dalla locale sezione del partito fascista, che aveva le stesse caratteristiche e gli stessi orari dei locali gestiti dai tre negozi di alimentari detti sopra.
Ricordiamo inoltre la presenza di una compagnia filodrammatica paesana che, operante fin dagli inizi del secolo scorso, riuscì anche a realizzare nei locali tuttora esistenti [W] un teatro per le proprie manifestazioni. L’attività della filodrammatica era molto seguita ed apprezzata dai paesani e richiamava anche la presenza di persone dai paesi vicini.



Tutte le attività commerciali sopra descritte si ritrovano operanti anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. In particolare, la “Cooperativa di consumo”, che nel frattempo aveva assunto le caratteristiche di negozio privato per l’assenza di un consiglio di amministrazione, tornò ad essere una "Cooperativa sociale", spostandosi negli anni ’70 nella piazza Vittorio Veneto [B]. Con alterne vicende più o meno fortunate, dovute soprattutto alla difficoltà di trovare un dispensiere valido, è sopravvissuta fino agli anni ’90, quando ha cessato definitivamente l’attività.

Il negozio di alimentari [U] ha operato fino agli ultimi anni ’60 e quello [C] fino alla fine degli anni ’70. Oggi dei quattro negozi rimane attivo solo uno [T] che è rimasto nella stessa sede fino all’inizio degli anni 2000, e che adesso si trova nel locali iniziali della cooperativa di consumo [K].

Il circolo ricreativo passò in gestione alla locale “Casa del popolo” come circolo ARCI, rimanendo dapprima nella piazza Vittorio Veneto, in altri locali [D]. Poiché tali locali vennero richiesti dal nuovo proprietario, il circolo venne spostato in via Eugenio III, fra il negozio di frutta e verdura [N] e i locali della società operaia [O], in locali che erano stati acquistati da un socio del circolo per la propria abitazione, e da lui ceduti al circolo stesso. Su iniziativa di alcuni Montemagnesi, che per ragioni politiche non frequentavano tale circolo, negli anni ’50 sorse prima un secondo circolo ricreativo detto “dei cacciatori” [I] e successivamente, con la chiusura di questo, fu creato un circolo ACLI [E]. Dopo diversi anni di attività sia il circolo ARCI che quello ACLI incontrarono sempre maggiori difficoltà nella gestione, che per regolamento doveva essere affidata in rotazione ai soci. A metà degli anni ’80 i consigli direttivi dei due circoli stabilirono di comune accordo di riunirsi in un unico "circolo territoriale" che ad anni alterni doveva appoggiarsi all'ARCI o alle ACLI.

Questo progetto risultò concretamente realizzabile quando, nel 1987, il Comune concesse i locali della scuola elementare a S. Rocco, che alcuni anni prima era stata chiusa dato l’esiguo numero di frequentatori. Nel frattempo il circolo ACLI era stato chiuso e il "circolo territoriale" iniziò l'attività come circolo ARCI. Per ragioni interne anche negli anni successivi rimase come ARCI, con frequentatori provenienti sempre di più da fuori paese. L'attività del circolo si concluse nel 2003, quando i locali dovettero essere restituiti al Comune, per farvi la sede della scuola materna, necessitando i locali di Calci di una ristrutturazione.

L’attività della filodrammatica ha continuato a svolgersi per un certo tempo anche dopo la guerra ’40-’45. Inoltre, subito dopo la fine della guerra, ad opera dell’allora Parroco (don Siroe Valdiserra), fu creato un coro parrocchiale che si esibiva in occasione delle varie festività religiose. Con la partenza del Parroco il coro parrocchiale venne sostituito per iniziativa del Maestro Varo Consani, in data 22-11-1949, da una corale (inizialmente formata solo da uomini) denominata Corale Santa Cecilia. Successivamente, alla corale furono aggiunti i “pueri cantores”, e in seguito si estese la partecipazilne anche alla componente femminile. Detta corale, diretta tutt’oggi dal Maestro Consani, ha ricevuto varie attestazioni a livello nazionale, e si è esibita anche in paesi esteri.
(marzo 2009)
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